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日志


11月28日

Anton Szandor LaVey

Anton Szandor LaVey, vero nome Howard Stenton Levey (Chicago11 aprile 1930 – San Francisco29 ottobre 1997), è stato il fondatore della Chiesa di Satana.

Fino all'inizio degli anni novanta circolavano molte leggende sulla vita di LaVey, in gran parte alimentate da egli stesso; molti particolari furono smentiti dal giornalista del New Yorker Larry Wright in una serie di articoli dopo accurate indagini. Ad esempio, LaVey (il cui vero nome era Howard Stenton Levey - cfr. Levi nome di origine ebraica-) aveva raccontato di essere nato con una coda, poi asportata chirurgicamente, e sosteneva di aver lavorato come domatore di leoni in un circo e come fotografo per il Dipartimento di Polizia di San Francisco, tutte notizie rivelatesi poi del tutto false.

L'unico mestiere svolto da LaVey di cui si hanno prove certe, prima del 1966, anno della fondazione della Chiesa di Satana, è quello di organista in alcuni locali di San Francisco negli anni cinquanta.

LaVey inizia a interessarsi all'occultismo già nel 1951, attraverso le teorie di Aleister Crowley, e aderisce all'Ordo Templi Orientis, un ordine iniziatico che ha avuto tra i suoi affiliati lo stesso Crowley. Nel 1961 LaVey inizia a distaccarsi dalle idee di Crowley e, insieme all'amico regista Kenneth Anger, fonda il Magic Circle, che dal 1966 diventerà la Chiesa di Satana. Durante gli anni Sessanta la Chiesa di Satana gode di una certa notorietà e di simpatia da parte dei media, grazie anche al supporto di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, come l'attrice Jayne Mansfield e il regista Roman Polanski, che addirittura si avvale della consulenza di LaVey per il suo film sulle sette sataniche Rosemary's Baby.

LaVey pubblica nel 1969 The Satanic Bible, in cui chiarisce la sua visione moderna del satanismo, inteso come un culto dell'individuo, in cui Satana ha un ruolo puramente allegorico. Nel 1972 esce The Satanic Rituals, in cui vengono descritti ampiamente i "riti" effettuati dalla Chiesa di Satana.

Dall'inizio degli anni settanta, ha inizio uno scisma all'interno della Chiesa stessa, dovuto a un contrasto tra LaVey e Michael Aquino, un ex ufficiale dell'esercito americano che era diventato il braccio destro di LaVey stesso. Aquino infatti inizia a credere all'esistenza di Satana come entità reale, e per di più tenta di organizzare la Chiesa di Satana secondo i canoni della Chiesa tradizionale. Nel 1975 infatti, Aquino si separa e fonda il Tempio di Set, che oggi è considerato il maggiore movimento occultista su scala mondiale.

Dopo le stragi di Charles Manson, i media americani iniziano una crociata anti-satanista, che LaVey affronta ridimensionando le attività pubbliche della Chiesa di Satana e rimanendo in disparte. Dopo il matrimonio tra LaVey e Blanche Barton, avvenuto nel 1984, l'attività della Chiesa di Satana sembra riprendersi, ma negli anni successivi è lacerata da numerosi conflitti interni, soprattutto tra Blanche e le figlie di LaVey, Karla e Zeena. Un evento particolarmente importante fu la nomina a reverendo dello shockrocker Marilyn Manson il quale ne trasse un discreto vantaggio per ampliare ulteriormente la sua fama ma servì allo stesso anche per dare un filo logico alle sue idee e al suo futuro. LaVey muore di infarto nel 1997; successivamente la Chiesa è tenuta in vita da Blanche Barton e dal fedele discepolo Peter H. Gilmore.

Anche se la Chiesa di Satana è oggi frammentata in varie sette e piccole organizzazioni, ed esiste quasi solo nominalmente, le idee di LaVey sono penetrate nella società contemporanea e hanno influenzato fortemente il modo di pensare odierno, soprattutto per la loro vena individualista. Un noto soprannome di LaVey era Saeganor, personaggio di un libro medievale, di una setta anticattolica.

 

Le Nove Affermazioni Sataniche

from The Satanic Bible, ©1969

by Anton Szandor LaVey


1. Satana rappresenta indulgenza invece di astinenza!

2. Satana rappresenta l'energia vitale invece di sogni spirituali di cornamuse!

3. Satana rappresenta saggezza manifesta invece di autoinganno ipocrita!

4. Satana rappresenta gentilezza e tenerezza a chi le merita invece di amore sprecato agli ingrati!

5. Satana rappresenta vendetta invece di porgere l'altra guancia!

6. Satana rappresenta responsabilità a chi è responsabile invece di considerazione per vampiri psichici!

7. Satana rappresenta l'uomo giusto come un altro animale, talvolta migliore, molto spesso peggiore di quelli che camminano a quattro zampe, che, a causa del suo “sviluppo divino spirituale e intellettuale,” è diventato l'animale più vizioso di tutti!

8. Satana rappresenta tutti i così detti peccati, finché tutti loro portano a gratificazione fisica, mentale, o sentimentale!
 
 

9. Satana è stato il miglior amico che la Chiesa abbia mai avuto, perché Egli l'ha tenuta in affari tutti questi anni!


 

11月11日

LA PARTITA DELLA MORTE

La partita della morte

Chi di voi non ha mai visto il film “Fuga per la vittoria”? Quello ambientato in Francia durante la seconda guerra mondiale, dove Sylvester Stallone e Michael Caine, ma anche i calciatori Pelè, Ardiles e Bobby Moore, da prigionieri di guerra, giocavano una partita di calcio contro i soldati tedeschi. Una partita che per i nazisti doveva essere occasione di propaganda della superiorità della razza tedesca, mentre invece si trasformò in una sorta di riscatto dei prigionieri dalle angherie subite, anche durante la partita stessa, e che si concluse in pareggio, con il portiere Sylvester Stallone che parava un rigore negli ultimi minuti, e la fuga poi della squadra grazie alla popolazione francese che aveva invaso il campo di gioco.

Ma quanti di voi sanno che “Fuga per la vittoria” è il remake di un film ungherese del 1961 (“Due tempi all’inferno” di Z. Fàbri) e che quest’ultimo ambientava in terra magiara un episodio veramente accaduto durante la seconda guerra mondiale, ma in Ucraina?

Si, perché una partita di calcio tra prigionieri di guerra e soldati tedeschi è storicamente avvenuta nell’estate del 1942, durante l’occupazione tedesca dell'Ucraina, ed è questa pagina della storia del calcio che intendo raccontarvi, una pagina purtroppo tragica perché la partita giocata nel mondo reale ha avuto ben altro finale rispetto a quella giocata nel mondo di celluloide.

La storia che porta a questa, tragicamente leggendaria, partita è un po’ complicata da ricostruire, anche perché non vi sono tanti documenti dell’epoca e la storia tramandata oralmente è scivolata ben presto nella leggenda; la ricostruzione più attendibile è dello storico russo Yuri Kuznetsov ed è quella di cui mi servirò per raccontarvi i fatti.

Prima della guerra la Dinamo Kiev era una delle formazioni più forti in Unione Sovietica. Durante l’occupazione nazista dell’Ucraina, poi, la Dinamo venne sfidata dagli occupanti, desiderosi di far valere la propria presunta superiorità razziale.

Così, ebbero luogo diverse partite. Il 12 luglio 1942 gli ucraini batterono una formazione composta da uomini di una non meglio specificata unità dell’esercito tedesco. Il 17 luglio i tedeschi, desiderosi di rifarsi, selezionarono una formazione più forte da mandare in campo contro la Dinamo Kiev, ma furono sonoramente sconfitti per 6-0. Il 19 luglio la Dinamo affrontò la MSG Wal, una squadra ungherese, e vinse per 5-1. Gli ungheresi vollero la rivincita, che si giocò il 26 luglio, ma vennero nuovamente sconfitti, seppure per 3-2. A questo punto, i tedeschi videro la possibilità di poter battere gli ucraini e di avere finalmente la rivincita nei confronti di una squadra che, dal loro punto di vista, era pur sempre formata da una razza inferiore, quella sovietico-comunista.

La partita si giocò il 6 agosto 1942 ed i tedeschi mandarono in campo la “fortissima” e “imbattibile” squadra di calcio che l’esercito avesse mai avuto, il “Flakelf”. È questa la partita della leggenda.

Il match si giocò a Kiev e venne annunciato con un gran battage pubblicitario, manifesti vennero affissi su tutta la città ed i giornali pubblicarono articoli che elogiavano la forza dello Flakelf ed i suoi record. Lo stadio era gremito, una parte era occupata dalla popolazione locale, provata dalla fame e dalle privazioni, l’altra metà dello stadio era invece occupato dai soldati tedeschi urlanti e ansiosi di poter esultare per la vittoria della loro squadra.

La partita cominciò e subito la formazione tedesca fece prevalere la propria migliore condizione fisica, mentre i calciatori ucraini erano emaciati e deboli per la fame, e grazie anche ad un gioco alquanto aggressivo ed intimidatorio e ad un arbitro compiacente, realizzarono il gol del vantaggio per l’esultanza dei propri tifosi sugli spalti.

I giocatori della Dinamo, però, vennero talmente presi dalla furia agonistica e dalla voglia di non cedere al nemico che, scordata fame e debolezza, cominciarono ad esprimere un calcio brillante e veloce, tanto che realizzarono il gol del pareggio e poi passarono in vantaggio, fra le proteste dei soldati tedeschi nelle gradinate (qualcuno di loro esplose anche qualche colpo di fucile in aria per intimidire i calciatori della Dinamo) e la timida esultanza degli spettatori ucraini.

Durante l’intervallo un ufficiale tedesco andò negli spogliatoi occupati dai calciatori ucraini e fece loro un discorso abbastanza chiaro: «Bravi! Avete giocato bene e lo abbiamo apprezzato ma ora, nel secondo tempo, andateci piano. Come potete immaginare questa è una partita che dovete perdere. Questo è un ordine. Se non perdete sarete fucilati». Un discorso molto chiaro che i calciatori della Dinamo ascoltarono in silenzio.

Le due squadre scesero, così, in campo per disputare il secondo tempo e dopo pochi minuti la Dinamo aveva segnato il terzo gol e poi il quarto. I soldati tedeschi sulle tribune erano al culmine dell’indignazione e della rabbia, ed erano molti quelli che cominciarono a sparare dei colpi di fucile o di pistola in aria. Gli ucraini, pur consapevoli che quella partita sarebbe costata loro la vita, continuarono a giocare il loro calcio e segnarono il quinto gol. A questo punto gli ufficiali tedeschi abbandonarono lo stadio e l’arbitro fischiò, benchè non fosse ancora scaduto il tempo, la fine della partita. I giocatori della Dinamo non fecero in tempo ad uscire dal campo che vennero presi, caricati su dei camion con destinazione il campo di concentramento di Babij Yar.

In questo modo si è svolta quella passata alla storia come la “partita della morte”, portata poi sugli schermi in maniera romanzata e con un finale diverso da Huston.

Ai calciatori della Dinamo Kiev venne offerta un’ultima possibilità di salvezza; il 9 agosto disputarono una partita di rivincita contro il Flakelf, ma gli ucraini vinsero anche questa volta e vennero, così, deportati definitivamente a Babij Yar, dove molti di loro vennero fucilati.

È una storia incredibile, ma veramente accaduta. Così, se vi capita di guardare “Fuga per la vittoria”, di restare affascinati dai “giochi di prestigio” fatti col pallone ai piedi dall’argentino Osvaldo Ardiles o dall’emozionante sequenza del gol in rovesciata di Pelè (che è sicuramente uno dei momenti migliori del film), volgete un pensiero anche ai calciatori della Dinamo Kiev che nell’estate del 1942, per amore del calcio e della libertà, giocarono una partita la cui posta in palio era la vita...loro scelsero la libertà.


ADDIO

OK,forse a molti di voi avranno rotto i miei video sulle canzoni di Guccini,ma francamente non me ne fotte un cazzo di ciò che pensate,anzi credo che ci vorrebbero più persone come lui che è uno dei pochi che ha ancore le palle di dire ciò che pensa attraverso le sue canzoni.......Godetevi il video e ascoltate le parole della canzone.........
 
 
11月10日

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La bibbia è il libro più venduto,meno letto e meno capito del mondo  
"Reverendo Andy Dzurovcik"