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October 27 I miti sono ciò a cui credono gli adulti,
le favole sono ciò che raccontano ai propri figli,
e la religione è tutte e due le cose insieme.
"CEDRIC WHITMAN"
HORO GESù
Horo viene battezzato con Gesù viene battezzato con
acqua da Anubi acqua da Giovanni
Anubi,colui che battezza Giovanni,il Battista
Aan,lo scriba divino Giovanni,lo scriba divino
Horo nasce ad Annu,il Gesù nasce a Betlemme,la
posto del pane casa del pane
Horo è l'agnello Gesù è l'agnello
Horo è il leone Gesù è il leone
Horo viene identificato Gesù viene identificato
con il tat o con la croce con la croce
Horo che diventa un uomo Gesù che diventa un uomo
di trent'anni con il di trent'anni con
battesimo il battesimo
Horo il krst Gesù il Cristo
Horo è il figlio di dio Gesù è il figlio di Dio
che si manifesta che si manifesta
La stella,annunciatrice La stella ad est che indica
del bambino Horo il luogo di nascità di Gesù
Horo e Seth che Gesù e Satana che
combattono sul monte combattono sul monte
Il primo Horo è figlio Gesù è figlio della vergine,
della vergine,il secondo il Cristo è figlio del Padre
figlio di Ra
I dodici seguaci di Horo I dodici seguaci di Gesù
chiamati Har-Khutti chiamati discepoli
Queste sono solo alcune delle somiglianze che ci sono
tra la divinità Egiziana HORO e Gesù............. October 21 Oggi a me,domani a te.
Io fuì quel che tu sei,
tu sarai quel che sono io.
Pensa,mortal,
che il tuo fine è questo,
e pensa pur
che ciò sarà ben presto!!!!!! October 04
L'uomo accerchiato e picchiato da una banda di ragazzini. Alemanno: «Punire i colpevoli»
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| Il cinese pestato (Emmevi) |
ROMA - Picchiato da un gruppo di sette minorenni italiani al grido «di cinese di merda». Ha un movente razzista l'aggressione avvenuta giovedì pomeriggio in viale Duilio Cambellotti, nel quartiere popolare Tor Bella Monaca, nella periferia sud est. L'immigrato, 36 anni, stava aspettando l'autobus quando un gruppo di ragazzini ha cominciato ad infierire prima a parole poi picchiandolo fino a fratturargli il naso. Soccorso dai vigili urbani dell'VIII Gruppo è stato ricoverato al Policlinico di Tor Vergata. I sette membri della baby gang, dopo la fuga, sono stati fermati.
PRECEDENTE - Si tratterebbe della stessa banda che nei giorni scorsi ha assalito due uomini originari della Costa d'Avorio, di 30 e 24 anni, verso i quali avevano rivolto frasi razziste come «sporchi negri!». E, ancora, da una decina di giorni la baby gang si divertiva a frantumare i finestrini delle autovetture di impiegati del Municipio VIII e dei vigili urbani dell'VIII Gruppo.
IL RACCONTO - Un testimone ha riferito ai vigili che il giovane cinese stava camminando tranquillo quando è stato picchiato violentemente. Dopo l'aggressione il gruppo sarebbe fuggito verso viale dell'Archeologia lasciando a terra la vittima, che non parla italiano
Rubi il lavoro agli italiani», ambulante senegalese picchiato al mercato
E' stato colpito alla testa con una mazza da baseball dopo una lite verbale con un altro commerciante. L'aggressore è fuggito
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Ravan Ngone (Ansa) | MILANO - Lo ha rincorso con una mazza da baseball e lo ha colpito alla testa al grido: «Torna al tuo Paese, rubi il lavoro agli italiani». Ravan Ngone, 39 anni, senegalese clandestino, è stato punito così, perché non doveva essere lì, al mercato rionale, a vendere abusivamente borse taroccate. Per fortuna il pestaggio non è finito in tragedia, come era accaduto la sera del 14 settembre, quando un italiano di 19 anni, originario del Burkina Faso, è stato ucciso a colpi di spranga alla testa da padre e figlio, proprietari di un chiosco ambulante, ai quali la vittima aveva rubato alcuni biscotti. Un omicidio che aveva scatenato lo scontro politico, fino alla manifestazione in cui giovani immigrati si erano scontrati con la polizia.
Ravan Ngone se l'è cavata con una settimana di prognosi e tanta paura. Mentre l'aggressore, dopo aver gettato a terra la mazza da baseball è scappato. Un grave episodio destinato ad alimentare la polemica. La Cgil di Milano e della Lombardia ha denunciato il «clima di intolleranza e di razzismo che sta attraversando il Paese. Un clima alimentato da polemiche improntate alla xenofobia e al rifiuto nei confronti dei diversi che spinge i cittadini a compiere atti di giustizia sommaria». E ancora: «In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sul grave episodio, occorre recuperare al più presto un clima di convivenza civile improntato al rispetto e alla dignità delle persone ».
Ieri mattina, come in altri giovedì di mercato in via Archimede, in zona Porta Vittoria, Ravan Ngone ha sistemato le sue borse dalle griffe contraffatte, tra le bancarelle degli altri ambulanti italiani, quelli regolari. Anche ieri, come in altre occasioni, sono volate parole grosse e qualche spintone. Il senegalese ha litigato con un italiano che non gradiva la sua presenza. «Mi ha detto che dovevo andare via — ricorda l'extracomunitario —. Che avevo 10 minuti di tempo per togliermi di mezzo. Gli ho risposto che anch'io ho bisogno di lavorare per mangiare».
Ma, all'improvviso, è spuntata una terza persona che, armata da mazza di baseball, si è scagliata contro Ravan, apostrofandolo. Lo ha colpito alla testa più volte. Poi, si è dileguato tra la gente. Ravan è stato soccorso da alcune persone che erano lì a fare la spesa. Le stesse che hanno poi chiamato l'ambulanza e i vigili urbani. Il senegalese è stato trasportato al Policlinico, dove è stato medicato e dimesso con sette giorni di prognosi. Gli agenti che stanno conducendo le indagini e che sarebbero già sulle tracce del picchiatore, hanno sottolineato che «non c'è stata nessuna matrice razziale nella vicenda». Mentre Ravan ha continuato a ripetere che da Milano non se ne sarebbe mai andato.
Se il razzismo è sempre inaccettabile, in alcuni casi esso è anche particolarmente incomprensibile. Il presupposto della superiorità di una razza su un'altra, poco importa se genetica o culturale, rischia spesso di essere, oltre che idiota, ridicolo. Come possono gli italiani, popolo per decenni tra i piu' derisi d'Europa, celebre per la sua diffusa ignoranza, per la corruzione e per le mafie, assumere atteggiamenti discriminatori verso chicchessia? Eppure abbiamo avuto le leggi razziali degli anni '30 ed abbiamo oggi una delle società piu' razziste d'Europa. Forse non è una contraddizione... in fondo, se ci guardiamo attorno, scopriamo che paradossalmente i fenomeni di razzismo piu' odiosi emergono proprio presso quei popoli che nella loro storia piu' spesso ne sono state vittime. Basti guardare a quanto sta accadendo nel Sudafrica delle nuove apartheid, o alle condizioni di vita dei palestinesi in Terra Santa, o al grottesco fenomeno dei leghisti con l'accento napoletano che urlano ai comizi di certi cantastorie leghisti.
La cronaca degli ultimi giorni è uno stillicidio di incommentabili episodi di razzismo.
Ieri, a Roma, un cinese di 36 anni è stato massacrato di botte da sette minorenni, gli stessi che secondo gli inquirenti avevano in precedenza aggredito, sempre per ragioni razziali, due ragazzi della Costa D'Avorio. E sempre ieri, altro episodio insensato, anche piu' grave se non altro perché avvenuto in un aeroporto ad opera di chi invece dovrebbe garantire in qualche modo la legalità. Una signora italiana di origini somale, di 51 anni, è stata costretta a spogliarsi, a restare nuda per 4 ore, e a vedersi sputare addosso una variegata sequela di accuse senza prove, bollata come "ladra di bambini", "spacciatrice di droga", "trafficante di esseri umani". La sua colpa? Tornare da Londra insieme ai suoi quattro nipotini. E sempre a Roma, sempre ieri, scritte antisemite contro la memoria di Anna Frank.
Andando piu' a nord, ricordiamo l'incredibile recente caso dei vigili di Parma e dello studente ghanese, e poi Sesto San Giovanni, a due passi da Milano, con la morte di un ragazzino rumeno nel misterioso incendio di una casupola abbandonata, ed il macabro corollario delle scritte razziste della settimana dopo. E poi ancora ieri, ancora a Milano, l'aggressione a sfondo razzista ai danni di un commerciante senegalese senza permesso di soggiorno.
E ancora, quattro giorni fa a Milano, una giovane insegnante che urla ad un bambino di colore di "tornare nella giungla".
La reazione del governo? Sostanziale indifferenza. |
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